mercoledì, 19 Giugno, 2024
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Olivo, ora o mai più.

Tra impianti superintensivi e varietà tolleranti a Xylella, l’Italia cerca una strada per mantenersi tra i protagonisti dell’olivicoltura mondiale.Chi dice Italia dice olio: nonostante i cali degli ultimi anni, ancora oggi il fatturato annuo del settore è di circa 3 miliardi di euro, pari al 3% dei ricavi dell’intero agroalimentare. Le aziende olivicole sono circa 900mila ed i frantoi e gli oleifici producono in media annualmente 475mila tonnellate di olio d’oliva.In poche parole, l’olio è ancora una vera eccellenza del made in Italy.L’olivicoltura italiana, tuttavia, oggi paga alcuni limiti: superficie media olivetata per azienda troppo bassa (1,5 ettari mentre in Spagna è di 5 ettari), frammentazione del settore, elevato numero di impianti in zone marginali, gestione agronomica antiquata, varietà concettualmente vecchie che limitano la meccanizzazione ed la difesa sostenibile. Tutto questo si traduce in produttività insoddisfacente, in olive e olio, e in costi di produzione elevati.
FONTE: agronotizie.it

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