“Agrocepi condivide le proteste degli agricoltori a Bruxelles sui tagli economici, stimati intorno al 20%, della PAC. Ragion per cui crediamo sia giusto spendersi in ogni sede nazionale ed europea per un ribilanciamento dei fondi e della PAC nella sua interezza”.
Così Corrado Martinangelo, Presidente di Agrocepi.

“Nello stesso tempo crediamo che la Commissione faccia bene ad introdurre misure innovative per la competitività delle imprese agricole. Crediamo sia necessario semplificare e sburocratizzare il più possibile. Sulla scelta di introdurre un fondo unico per le risorse europee, che comprende anche il secondo pilastro della PAC, Agrocepi invece si trova d’accordo con le scelte della Commissione Europea. In questo modo si potranno finalmente integrare i vari fondi in programmi misti che potranno vedere nell’agroalimentare un asset centrale nelle politiche di sviluppo dei territori e del tessuto economico del paese e dell’UE. È giunto il momento di non ragionare più a compartimenti stagni, dobbiamo – prosegue Martinangelo – aprirci, essere meno conservatori.”
“Crediamo che la Commissione europea debba varare un grande piano per il cibo sostenibile in grado di promuovere e far crescere l’agroindustria del Made in Europe. Di fronte ai dazi bisogna reagire cercando nuovi mercati, e anche quelli che si aprirebbero con Mercosur sarebbero preziosi. Certo bisogna tutelare la nostra agricoltura, evitare forzature, pretendere reciprocità ma non possiamo chiuderci”. Conclude Martinangelo.
