SACE – SIMEST: EXPORT ITALIANO AGOSTO 2021

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Quale è la situazione attuale ed il possibile scenario di Export Italiano?

Secondo lo studio SACE/SIMEST le esportazioni italiane di beni in valore cresceranno quest’anno dell’11,3%, in rialzo rispetto alle nostre precedenti previsioni e più che compensando quanto “perso” nel 2020 (Fig. 1). Un recupero, questo, migliore rispetto a quanto previsto dal modello per i nostri principali peer europei e che consentirà all’Italia di mantenere invariata la propria quota di mercato mondiale anche nel 2021. La dinamica delle nostre vendite all’estero si manterrà, anche nel triennio successivo, più accentuata rispetto ai tassi pre-pandemia.
Quest’anno rimarrà invece soltanto parziale il recupero dell’export italiano di servizi (+5,1%), maggiormente colpito – specie nella componente del turismo – dalle misure restrittive e dalla persistente incertezza. La vera e propria ripresa avverrà solamente nel 2022.

export italiano

La dinamica attesa per i settori dell’export italiano nel 2021 e negli anni successivi è diversificata, così come accaduto con la flessione registrata nel 2020 (Fig. 2).

I beni di consumo – che lo scorso anno hanno riportato il calo più marcato, come conseguenza del minor reddito disponibile e dell’elevata incertezza che ha indotto le famiglie a una maggiore propensione al risparmio – quest’anno non riusciranno ancora a recuperare pienamente, complici le persistenti difficoltà del tessile e abbigliamento, in parte bilanciate dalle prospettive leggermente più favorevoli per altri consumi e prodotti in legno. Mantenendo una quota preponderante sull’export italiano, i beni di investimento supereranno i valori del 2019, sulla spinta di apparecchi elettrici e meccanica strumentale, che beneficeranno dei piani di rilancio varati da diversi partner commerciali, e dell’automotive, grazie soprattutto all’impulso green.

La ripresa del ciclo degli investimenti globali potrà inoltre favorire anche alcuni beni intermedi, specie metalli e gomma e plastica; proseguirà la crescita della chimica, dopo aver chiuso il 2020 in positivo con il forte traino della farmaceutica.

Continuerà a confermarsi positiva anche la performance del raggruppamento agroalimentare, sostenuto lo scorso anno dai prodotti legati al consumo domestico e quest’anno dalla ripartenza del canale legato all’ospitalità.

export italiano

 

 

Fig.2 il peso dei raggruppamenti nel 2020 è calcolato escludendo dal totale le voci residuali che includono principalmente le merci classificate con i codici speciali della nomenclatura combinata; pertanto la loro somma non raggiunge l’unità. Anche la differenza tra il peso 2020 e 2019 è soggetta alla stessa discrepanza.

Anatomia dell’export italiano: diversi sentieri di ripresa nei mercati di sbocco

L’export italiano seguirà nel 2021, e negli anni successivi, sentieri di rapida ripresa e crescita in alcuni mercati, di mero recupero del terreno “perso” nella crisi in altri e di risalita più lenta in altri ancora.

In un ipotetico e – a nostro avviso – particolarmente rappresentativo medagliere, i nostri principali partner commerciali sono stati quindi suddivisi in quattro gruppi, in cui convivono destinazioni già consolidate e altre tuttora poco presidiate, in funzione della capacità di ripresa del nostro export e dell’intensità della sua dinamica nei prossimi anni.

Il primo raggruppamento include quei Paesi dove le vendite di beni italiani sono attese in rapida ripresa già nel 2021 e con una dinamica intensa anche nel triennio seguente.

Tali geografie figurano anche nella lista dei Paesi strategici della Cabina di Regia per l’internazionalizzazione e comprendono, oltre ad alcuni importanti partner come Stati Uniti, Germania e Svizzera, anche la Cina e diversi mercati dell’Asia pacifico, nonché Polonia ed Emirati Arabi Uniti. Le peculiarità di mercati molto vasti come quelli degli Stati Uniti e della Cina sono altresì approfondite in chiave sub-nazionale, con l’obiettivo di evidenziare meglio alcune differenze dei diversi Stati americani e delle province cinesi in termini industriali e di capacità di reddito e quindi di opportunità per il nostro export.

Per le geografie del secondo gruppo il recupero sarà completo già nell’anno in corso, ma seguirà una dinamica più contenuta negli anni successivi. Tra di esse si annoverano alcuni mercati di sbocco dipendenti dai corsi delle materie prime (come Brasile, Arabia Saudita, Malesia e Ghana), nonché altre destinazioni europee (ad esempio Francia, Paesi Bassi) e non solo (tra cui Senegal).

Tra i Paesi accumunati da un recupero dei valori pre-crisi ancora incompiuto nel 2021, pur mostrando buone prospettive di crescita in un orizzonte temporale più ampio, vi sono Regno Unito, Spagna, Turchia, Messico, India, Sudafrica e Thailandia, seppur per motivi diversi tra loro e per i quali cerchiamo di fornire spunti analitici. Maggiori criticità nella ripresa si riscontrano, infine, nell’export verso quei mercati che scontano, in alcuni casi, fragilità economiche e politiche, in altri, gli effetti depressivi della domanda derivanti dalla pandemia. Fra di essi sono presenti, ad esempio, Romania, Grecia, Argentina e Sri Lanka.

 

RESOCONTO EXPORT ITALIANO PRIMI 8 MESI 2021

 

  • Le vendite italiane oltreconfine nei primi otto mesi dell’anno si confermano in crescita a doppia cifra (+22,3% rispetto gen-ago’20), in lieve rallentamento rispetto al dato precedente.
  • In agosto l’export è aumentato in misura modesta (+0,6% rispetto a luglio), spinto dall’area Ue (+6,0%), a fronte della flessione dei Paesi extra-Ue (-5,0%). In positivo anche il trimestre giu-ago’21 (+3,4% rispetto al precedente).
  • Lievemente in rialzo, ma in linea con il dato precedente la crescita su base annua (+17,8% vs. ago’20), dopo i tassi significativamente più elevati dei mesi del periodo aprile-giugno.
  • Tra gennaio e agosto 2021 le vendite italiane oltreconfine confermano il loro andamento ampiamente positivo (+22,3% verso gen-ago’20), in lieve rallentamento rispetto al dato precedente. Si attenua leggermente l’effetto base favorevole dato dal confronto con i livelli minimi di export toccati ad aprile e maggio 2020.

Focus Paesi

  • Tra gennaio e agosto 2021, le vendite all’estero di mezzi di trasporto hanno segnato ampi incrementi in Svizzera (+147,7%) e Cina (+86,8%), ma anche in Germania (+28,3%), seppur con un’intensità minore.
  • In forte espansione l’export di articoli in pelle a Pechino (+65,5%), buone performance per il settore anche a Berna (+18,6%) – hub logistico per la moda – e a Berlino (+18,5%).
  • Alimentari e bevande, infine, beneficiano della ripresa del canale Ho.Re.Ca. e crescono a doppia cifra in Cina (+48,4%), e a ritmi minori in Svizzera (+9,3%) e Germania (+7,8%).

Focus industrie e settori

  • A livello di raggruppamenti principali di industrie, i beni intermedi sono gli unici a registrare un’accelerazione rispetto al mese precedente (+25,9% tendenziale nei primi 8 mesi rispetto al +25,5% di gen-lug’21).
  • Rallentano ancora, nonostante la crescita comunque accentuata, i beni strumentali (+25,8% da +27,5% nei primi 7 mesi).
  • In decelerazione anche i beni di consumo (+14,4% vs. +15,0% tra gennaio e luglio). La crescita del raggruppamento continua a essere supportata dai beni durevoli (+40,2%), mentre quelli non durevoli registrano un incremento più contenuto (+10%). Questi ultimi includono tuttavia alcuni dei settori che hanno risposto meglio alla crisi nel 2020 e che non beneficiano quindi di effetti base favorevoli.
  • Sostenuta la crescita per l’export di metalli e prodotti in metallo (+34,4%), specie verso i Paesi Ue (+52,1%). Fra questi si segnalano mercati come Polonia (+76,8%), Austria (+56,9%) e Repubblica Ceca (+55,4%).
  • In forte ripresa anche le vendite di meccanica strumentale (+21,5%), per cui a crescite sostenute in alcuni mercati, quali Polonia (+34,6%) e UK (+33,9%), corrispondono aumenti relativamente più contenuti in altri, quali Spagna (+16,2%) e Svizzera (+7,4%).
  • In recupero anche la domanda di prodotti in legno, carta e stampa (+15,4%), sostenuta soprattutto dai Paesi extra-Ue (+20,7%), fra cui India (+76,9%) e Stati Uniti (+43%).
L’export italiano è tornato a crescere dopo l’interruzione della crisi pandemica – ha dichiarato Alessandro Terzulli, Chief Economist di SACE – <<Stiamo parlando di un vero e proprio “Ritorno al futuro”, da qui il nome della XV edizione del Rapporto Export di SACE, che si propone come una guida per le imprese che devono riformulare le proprie strategie e piani commerciali all’estero nella lettura di questo scenario complesso. L’estrema eterogeneità di questa ripresa non è semplice da decifrare e occorrono, oggi più che mai, chiare coordinate delle opportunità sia a livello settoriale che geografico >>.

A cura di Salvatore Intiglietta

FONTE: SACE SIMEST

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