MARTINANGELO (AGROCEPI): NUOVO PARLAMENTO E NUOVO GOVERNO FACCIANO PERNO SU ECONOMIA AGROALIMENTARE

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“Nell’augurare buon lavoro per il prossimo insediamento al nuovo Parlamento, vogliamo esprimere alcuni auspici e raccomandazioni in questo che probabilmente è uno dei momenti più difficili e delicati della storia repubblicana. L’agroalimentare, che ha retto fin qui nonostante le ripetute e sovrapposte crisi che stanno colpendo il nostro Paese e l’Europa, ha bisogno di essere messo al centro del dibattito e considerato per le sue peculiarità. Il nuovo parlamento dovrà per forza di cose, data la riduzione del numero dei parlamentari, riorganizzare commissioni e strutture, chiediamo che si tenga presente che l’agroalimentare ha bisogno di luoghi certi in cui confrontarsi con le assemblee legislative.”
Così Corrado Martinangelo augura a nome di Agrocepi, di cui è il presidente nazionale, buon lavoro al nuovo parlamento.
“Cogliamo l’occasione per porgere i nostri auguri al Governo nascente cui chiediamo di istituire un ministero dell’agroalimentare che possa condurre politiche – prosegue Martinangelo – adeguate che coinvolgano tutta la filiera. Appello che rivolgiamo alla leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, di cui conosciamo la sensibilità sui temi agricoli e cui sappiamo toccherà il compito non facile di formare il nuovo esecutivo.”
“L’agroalimentare può essere un perno di sviluppo per parte importante della nostra economia ma ha bisogno di alcuni provvedimenti che solo la politica e il governo possono mettere in campo: crediti di imposta, una sostanziale riduzione del cuneo fiscale nel settore agroalimentare, riducendo così i costi di produzione, dando slancio a un settore sempre più centrale e consentendo anche di abbassare i prezzi finali per i consumatori. E in un ultimo ma non per ultimo dare tempi giusti nel giusto tempo. É necessario che le istituzioni, la politica ed in generale – conclude il presidente Martinangelo – gli uffici e la burocrazia nel suo insieme, cui noi riconosciamo un ruolo importante, siano in grado di rispondere in tempi giusti nel giusto tempo. Non è pensabile altrimenti uscire dalla crisi che investe in questo momento le imprese e il Paese.

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