Le proposte Agrocepi per il Decreto Crescita

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Il Presidente Nazionale di Agrocepi, Corrado Martinangelo, in riferimento al Decreto crescita, auspica di essere convocati in audizione nelle competenti Commissioni, la nostra Federazione agroalimentare Agrocepi, sindacato di Filiera e già convocata dal Mise su vicenda olio e da altri organismi di riferimento al settore, nelle more ha inviato i seguenti appunti da valutare per eventuali emendamenti:
1) dare delega al governo per un decreto legislativo mirato all’approvazione di un Codice unico in materia agricola ed agroalimentare che riunisca e semplifichi le varie norme;
2) prevedere, per le reti di imprese e per gli accordi di Filiera riconosciuti per il settore agroalimentare, il riconoscimento di un credito di imposta speciale sia come bonus occupazione che per investimenti per il triennio 2020- 2022;
3) un maggiore stanziamento per i Distretti del Cibo in cui vengono riconosciute pure le imprese della ricettività;
4) per le reti di imprese, per la cooperazione e gli accordi di Filiera prevedere una detassazione sugli utili provenienti da attività di export dei prodotti italiani;
5) dare delega al governo per un Decreto legislativo che contenga misure che “equiparano fiscalmente e previdenzialmente anche per le assunzioni le imprese di trasformazione dei prodotti italiani al regime vigente per le imprese agricole e conseguenzialmente ad approvare le linee guida per il “contratto agroalimentare”;
6) rivedere il sistema “rating” per le imprese agricole in rapporto al credito bancario rafforzando le garanzie già esistenti per le imprese agricole (Ismea) allargandole alle imprese di trasformazione delle produzioni agricole;
7) istituire un fondo speciale per sostenere le certificazioni di Filiera e il riconoscimento delle certificazioni di Paniere delle produzioni agroalimentari italiane;
8) prevedere una cabina di regia tra Mipaaft e Mise per definire un Piano nazionale strategico per l’ agroalimentare italiano. Nel rispetto di tutti gli altri settori economici , riteniamo che l’ agroalimentare italiano con ulteriori misure di sostegno possa contribuire maggiormente al Pil italiano.

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