FILIERA CEREALI, NASCE UN PATTO DI CONSULTAZIONE

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Si è svolto nei giorni scorsi l’ incontro in videoconferenza sul Grano Duro Italiano per affrontare le problematiche del settore.

L’incontro è stato promosso dai produttori della Basilicata, Puglia e Sardegna rappresentati rispettivamente da Giovanni Samela Direttore OP Puglia Basilicata, Efisio Rosso Filiera etica Sardo Sole, Corrado Martinangelo Agrocepi, sindacato delle filiere.
La discussione ha portato alla definizione di un Patto di Consultazione e sono state evidenziate le seguenti criticità e urgenze del settore:
1) che alla luce di quanto accaduto nelle borse merci negli anni 2016,2017, (sentenza Tribunale Foggia ) non si possa più avere fiducia nel sistema di definizione dei prezzi attraverso il meccanismo delle borse merci GIA’ A PARTIRE DA QUESTA ANNATA AGRARIA e che altri strumenti come la CUN trovano ritardi in partenza e per come qualcuno intenderebbe strutturarle (ES. IL CAOS DELEGHE DEI MESI SCORSI) non risolvono il problema della rappresentanza posto dagli operatori in quanto non danno strutturalmente voce ai soggetti agricoli direttamente coinvolti nei vari territori regionali (cooperative, consorzi, reti di imprese agricole e op): Al riguardo, si evidenzia come sarebbe necessario accelerare i processi per la CUN o provare a sviluppare con urgenza modelli e\o sistemi alternativi al fine di poter avere un sistema di rilevazione dei prezzi trasparente, basato su dati aggiornati in tempo reale dai principali istituti di evidenza pubblica come Ismea, Inea, Istat ecc
2) che attualmente, per quanto sopra riportato esiste un vuoto istituzionale e che la questione riveste carattere d’urgenza essendo prossimi al nuovo raccolto (a quale sistema a prezzi dovremo far riferimento quest’anno?)
3) che occorre ridare fiducia ai produttori primari, oggi esausti, dopo anni che i prezzi di borsa non hanno coperto i costi di produzione, costretti nel 2016 e 2017 a vendere la propria produzione sulla base di prezzi di listino poi dichiarati nulli dalla sentenza del tribunale e che diventa strategicamente necessario aggregarsi e non avere fretta di vendere il proprio raccolto (perché in assenza di un meccanismo chiaro di formazione dei prezzi poche macchine vendute per esigenza rischiano di diventare il prezzo uguale, fisso e basso per tutti i produttori italiani) ;
4) che purtroppo continua da tanti anni l’arrivo indiscriminato di navi cariche di grano estero sempre in corrispondenza dei ns raccolti provocando tutti gli anni una caduta libera del prezzo, e che questa consuetudine non è affatto casuale e sta determinando un progressivo abbandono delle campagne in tutti i territori.
5) che sarebbe opportuno dar vita a nuovi percorsi di cooperazione tra agricoltori su base interregionale (es. op produttori su base interregionale)
-6) che ben vengano le filiere di tipo etico sociale, basate sui principi di economia circolare e trasparenza, dove tutto gli attori trovano un giusta remunerazione mentre si dichiara ad oggi poco efficace l’esperienza dei contratti di filiera di tipo industriale che negli ultimi anni hanno portato ai produttori solo vincoli e perdite in campo e benefici alla sola industria

Il Patto di Consultazione, nasce sulla base del processo condiviso tra i soggetti sopra riportati ed è un patto aperto a tra operatori di più regioni produttrici di grano duro e si prefigge di discutere e affrontare in maniera unitaria le urgenze sopra riportate.
Come primo atto il Patto di consultazione chiede in maniera unitaria alle istituzioni:
a) La convocazione urgente di un tavolo di filiera che veda coinvolti ministero agricoltura e ministero della salute per affrontare il vuoto istituzionale che si e venuto a creare (a breve inizierà la mietitura) e le problematiche per la salute pubblica e la difesa del valore delle produzioni cerealicole italiane dovute all’eccesso di importazione di grano estero
b) il mantenimento definitivo in etichetta dell’origine del grano nella pasta e di estenderlo al pane, semole e altri derivati;
c) che sul grano d’importazione sia potenziato il sistema dei controlli ai porti (sia per quello di provenienza extra ue che per quello di provenienza Ue) oggi sporadici e sottodimensionati rispetto ai milioni di quintali che arrivano dall’estero.
d) che gli operatori della trasformazione possono dichiarare 100% da grano italiano solo se collegati a percorsi di tracciabilità dal campo e non a dichiarazioni di tracciabilità a partire dal molino e se facenti parte di progetti di filiera con relativi disciplinari a riguardo.

Op Puglia e Basilicata (Giovanni Samela)
Filiera etico sociale Sardo Sole(Rosso Efisio)
Agrocepi (Corrado Martinangelo)

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