Cepi e Agrocepi al Ministero delle Sviluppo economico

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«Noi che ci onoriamo di rappresentare quello che giustamente viene considerato il vero tessuto connettivo del Paese e tutto sommato la parte maggioritaria del PIL e dell’occupazione, abbiamo sottolineato che si tratta però di realtà differenti, le PMI hanno di solito una loro struttura e un management di un certo tipo, le micro imprese per lo più familiari con non più di 10 dipendenti e un fatturato annuo inferiore ai due milioni di euro sono meno strutturate ma più flessibili. Non esistono solo le start up ci sono anche gli artigiani e le micro imprese gestite da persone anche anagraficamente più grandi. Nel professor Stefano D’Adda Capo della Segreteria Tecnica e nella Dottoressa Alexia Rota Capo della Segreteria del Vice Ministro Alessandra Todde abbiamo trovato degli interlocutori attenti e competenti.»
Così il presidente della confederazione Europea delle Piccole imprese Rolando Marciano dopo l’incontro in Via Veneto Presso la Sede del Ministero dello Sviluppo Economico, la delegazione era composta anche da Corrado Martinangelo (presidente di #Agrocepi) e da Lorenzo Pirrotta (portavoce).
«Abbiamo sottoposto loro una serie di richieste che vanno da un piano per la digitalizzazione e alfabetizzazione informatica delle micro imprese, alla richiesta di una rappresentanza e una rappresentatività più commisurata ai territori, a un maggior coinvolgimento nei tavoli ministeriali a una tassazione differenziata per piccole imprese e una moratoria fiscale.»
Corrado Martinangelo invece ha posto l’accento sulla necessità di una sinergia e una complementarietà tra la parte agricola e quella di trasformazione e quindi su una collaborazione stretta tra Mise e MIPAAF.
«Crediamo sarebbe utile definire la cessione del credito di imposta per industria 4.0 per le imprese di settore, partendo da una prima forma selettiva che incoraggi l’aggregazione. Per le imprese agricole ed agroalimentari medio – piccole e che siano aggregate in diverse forme, reti di imprese. Suggeriamo – ha continuato Martinangelo – di rivedere una FLAT TAX aggregativa o meglio ancora un credito di imposta per il made in Italy in cui sia acclarata una riduzione del cuneo fiscale per produttori, trasformatori, Horeca e ristorazione se riuniti in reti di imprese e/accordi di filiera.» Durante l’incontro sono stati mostrati e consegnati dei modelli di prodotti del Paniere della Bella e Buona Italia che verranno distribuiti come prodotti d’eccellenza nella rete delle tabaccherie.

 

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