AGROCEPI E APCI LETTERA APERTA ALLE ISTITUZIONI

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Post – Decreto Covid, luci e ombre per Agrocepi. Auspichiamo interventi diversi come richiesto insieme all’ Apci.

Riaperture il 26 aprile? Una scelta a metà

Agrocepi e APCI invitano ancora una volta le istituzioni ad affrontare con determinazione e serietà l’ormai gravissima situazione in cui versa l’intero comparto agroalimentare e della ristorazione, segnato dalle difficoltà generate dalla pandemia, ma anche dall’indecisione dei governi che si sono alternati.
Oggi, alle soglie del 26 APRILE, data indicata come la fine del lockdown per i ristoranti e la ripresa agognata per il comparto agroalimentare, le due associazioni sottolineano i molti aspetti ancora irrisolti.
Non è infatti la data della ripartenza per un’alta percentuale di locali, e di conseguenza dei professionisti che ci lavorano, che non hanno la possibilità di avere spazi esterni e si ritrovano quindi a vivere il lockdown per altre difficilissime settimane.
Per questo ancora una volta siamo presenti come APCI e portiamo avanti, a tutela della categoria, una serie di istanze con il supporto di Agrocepi.
“Chiediamo a gran forza -commenta Sonia Re, Direttore Generale di APCI-Associazione Professionale Cuochi Italiani- un’apertura stabile e regolare per tutti, con date definite e con una programmazione seria e precisa. Chiediamo accordi con i Comuni per la gestione degli spazi all’aperto. E ancora, e questo è il punto che più ci sta a cuore, chiediamo Protocollo di Sicurezza, che fornisca indicazioni chiare per chi ha spazi interni. Da parte nostra l’impegno è quello della categoria al rispetto delle regole e delle indicazioni”.
“Se muoiono il settore Horeca e Ristorazione -sottolinea il Presidente Nazionale Agrocepi, Corrado Martinangelo, facendo proprio l’allarme di APCI – si affossa buona parte della filiera agroalimentare”.
APCI e AGROCEPI chiedono quindi, ancora una volta, una prospettiva per il settore ristorazione e agroalimentare. Prospettiva che passa solo attraverso un’effettiva riapertura progressiva e stabile nel tempo, unico modo per restituire dignità ai professionisti e agli imprenditori del settore.

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